|
|
Attrattori storico-culturali: aree
archeologiche
A Cellino Attanasio, posta su un colle
che domina da sud la valle del Vomano,
nel territorio antico di Hatria, le
testimonianze più antiche risalgono al
Bronzo Finale (XI – X sec. A.C.) in
località Valviano, dove più tardi, in
età italica e romana ( IV – II sec. A.C.)
è impiantato un esteso vicus, con resti
di murature e di un acquedotto. Un
tempio a Case Carnevale è attestato da
iscrizioni del II sec. A.C. con la
menzione di magistri vici e dei
costruttori dell’edificio sacro. Tutto
il territorio è costellato di
insediamenti e necropoli con un
popolamento di tipo paganico – vicano,
in piena coerenza con il resto della
Regione.
A seguito dei lavori della guardia
forestale per la posa in opera di
essenze arboree, poco sotto Case Massimi
in località Monterverde hanno portato
allo scavo sul pendio di sette gradoni
larghi circa 2 m e profondi a monte sino
a 50 m. Il materiale ceramico raccolto è
tutto d’impasto e mostra caratteristiche
tecniche piuttosto omogenee. I confronti
stabiliti per i reperti ci portano
sostanzialmente allo stato
“proto-villanoviano” e piceni di Ancona,
riferibili all’Età del Bronzo Finale
–Prima Età del Ferro.
Dalla sezione stratigrafica, in
corrispondenza del livello dei carboni,
è stato infine possibile raccogliere
frammenti osteologici di animali (le
osse) che forniscono qualche dato sulle
forme di alimentazione. Le specie
identificate sono prevalentemente
domestiche e comprendono: caprovini,
suini e bovini; è inoltre documentata da
14 frammenti di carapace, la tartaruga
di terra.
Tra Mingarelli e Telesio venne rinvenuta
alcuni anni fa presso il podere Di
Melchiorre, una punta di lancia in ferro
lunga 34 cm, che presenta una lama
foliata con lungo cannone cilindrico.
Tale reperto è riferibile ad un tipo
largamente attestato nel corso dell’Età
del Ferro anche in area medio-adriatica.
La località di Telesio è stata
intensamente abitata in epoca romana.
L’area archeologica appare
particolarmente estesa (25 x 250 mq) e a
livello superficiale sono visibili resti
di murature e di malte, frammenti di
mattoni, fra cui alcuni a sezione
semicircolare riferibili ad una colonna
in cotto, e soprattutto numerose
lastrine da rivestimento parietale con
linee ed arricciature graffite e a
rilievo, sinora attestate in scarsa
misura a Roma e a Pompei ove sono state
rinvenute sempre in strati di crollo di
intonaci. La concentrazione e la
dislocazione di alcuni abitati
documentano il percorso di una strada di
crinale che da Hatria portava a Basciano,
ricollegandosi alla centuriazione della
Valle del Vomano.
|
|